Il mercato del fai-da-te sta attraversando un periodo di riadattamento. Le vendite delle grandi superfici specializzate sono diminuite nel 2024 secondo il barometro Inodata della FMB e di Inoha, e la tendenza rimane leggermente negativa nel 2025. Le famiglie rinviano i grandi progetti di ristrutturazione a favore di lavori di manutenzione ordinaria. In questo contesto, quali segmenti resistono, quali strumenti guadagnano terreno e come si sta riorganizzando il settore?
Fai-da-te in Francia: vendite in calo e trasferimento verso la manutenzione
Il rallentamento del settore immobiliare e le scelte di bilancio delle famiglie pesano direttamente sul fatturato delle insegne. I progetti pesanti (estensioni, ristrutturazioni complete di cucine o bagni) vengono posticipati. Al contrario, i lavori di riparazione e sostituzione sono in crescita, sostenuti dalla necessità di mantenere un patrimonio immobiliare invecchiato.
| Indicatore | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Tendenza delle vendite in GSB | Calata notevole (barometro Inodata/FMB) | Leggera diminuzione, calo meno marcato |
| Progetti di ristrutturazione pesante | Rinvii frequenti | Rinvii mantenuti |
| Lavori di manutenzione ordinaria | In aumento | Stabilizzazione a un livello elevato |
| Numero di punti vendita GSB | In espansione | Circa 2.400 punti vendita entro la fine del 2025 |
Questa tabella mette in luce un paradosso: il numero di negozi continua a crescere nonostante il calo del mercato. Le insegne puntano sulla rete di prossimità per attrarre una clientela che privilegia acquisti rapidi e piccoli carrelli piuttosto che ordini voluminosi.
Questo spostamento verso la manutenzione modifica la composizione del carrello medio. I prodotti di ferramenta, i consumabili (viti, colle, guarnizioni) e gli strumenti manuali guadagnano in quota relativa, mentre i materiali da costruzione pesanti segnano il passo. Seguire le novità su Univers du Bricolage permette di misurare questi spostamenti settimana dopo settimana.
Utensili senza fili e gamme “pro accessibili”: ciò che traina la domanda

Il segmento che resiste meglio alla contrazione del mercato è quello degli utensili elettrici portatili senza fili. I produttori come Bosch o Makita declinano le loro tecnologie professionali in gamme destinate ai privati, con prezzi più contenuti e un’ergonomia semplificata.
Tre categorie di strumenti concentrano la domanda:
- Le avvitatori a impulsi compatti, che sostituiscono progressivamente i trapani avvitatori classici grazie a una coppia superiore in un formato ridotto.
- Le fresatrici e le rifilatrici senza fili, un tempo riservate ai falegnami, ora adottate dai fai-da-te per i lavori di finitura del legno.
- Gli attrezzi da giardino a batteria (tagliasiepi, soffiatori), sostenuti dalla ricerca di soluzioni silenziose e senza emissioni dirette.
Il criterio di compatibilità delle batterie diventa un argomento d’acquisto determinante. Un fai-da-te che possiede già due o tre strumenti di un marchio su una piattaforma di batterie specifica raramente esita a rimanere nello stesso ecosistema. I produttori lo hanno capito e ampliano le loro gamme compatibili per fidelizzare la loro clientela.
Fai-da-te online: prezzo, stock e consegna come criteri di scelta
Il commercio online di prodotti per il fai-da-te continua a crescere, anche se il negozio fisico rimane il canale dominante. I confronti di prezzo si moltiplicano e le differenze tra insegne per lo stesso prodotto possono essere significative.
Lo stock disponibile e il tempo di consegna pesano tanto quanto il prezzo nella decisione d’acquisto. Uno strumento mostrato a un prezzo inferiore ma consegnato in due settimane perde spesso di fronte a un concorrente leggermente più costoso ma spedito entro 48 ore. Le piattaforme che mostrano chiaramente la disponibilità in tempo reale catturano meglio gli acquisti impulsivi.
Il noleggio di strumenti professionali giornalieri emerge anche come un’alternativa. Servizi permettono di noleggiare una sega su binario, un perforatore o un idropulitore per un weekend, il che corrisponde perfettamente al profilo del fai-da-te occasionale che rifiuta di investire in attrezzature utilizzate due volte all’anno.

Durabilità e riparabilità degli strumenti: un criterio in crescita
La questione della durata degli strumenti non è più marginale. I fai-da-te esaminano maggiormente la disponibilità dei pezzi di ricambio, la qualità dei materiali (carter in metallo vs plastica) e le garanzie del produttore prima di acquistare.
Molti marchi comunicano ora sulla riparabilità dei loro prodotti e sulla durata di disponibilità dei pezzi di ricambio. Questa posizione risponde a una doppia aspettativa: limitare gli sprechi e rendere redditizio un investimento su più anni.
- Al alcuni produttori offrono programmi di ritiro o ricondizionamento di utensili elettrici portatili usati.
- I tutorial di riparazione (sostituzione di spazzole, cambio di mandrino) si moltiplicano online e alimentano una comunità di fai-da-te autonomi.
- Il mercato dell’usato strutturato cresce, con piattaforme che verificano lo stato degli strumenti prima della rivendita.
Questa tendenza si allinea con il cambiamento globale del mercato verso la manutenzione e la riparazione piuttosto che il rinnovo sistematico. Un attrezzo ben mantenuto e riparabile conserva il suo valore d’uso ben oltre la sua garanzia iniziale.
Il settore del fai-da-te non sta attraversando una crisi di disinteresse ma una redistribuzione delle priorità. Le famiglie non comprano meno, comprano diversamente: strumenti versatili a batteria, consumabili in piccole quantità, servizi di noleggio occasionali. Le insegne che allineano la loro offerta a questi nuovi comportamenti, sia in negozio che online, sono quelle che stabilizzano le loro vendite nonostante un mercato complessivamente orientato al ribasso.



