Chi può leggere l’articolo del codice civile durante la cerimonia di matrimonio?

L’articolo 75 del codice civile designa espressamente l’ufficiale di stato civile come unico competente per procedere alla lettura degli articoli del codice civile durante la cerimonia di matrimonio. Questa competenza non è né condivisibile né delegabile a un familiare, un testimone o un celebrante esterno. Pertanto, tutta la questione di “chi può leggere” si risolve attraverso lo status giuridico della persona che offici.

Delegazione di firma e competenza per celebrare un matrimonio civile

Il sindaco è l’ufficiale di stato civile di diritto nel suo comune. Può delegare questa funzione a un vice o, in caso di impedimento di tutti i vice, a un consigliere comunale in possesso di una delega scritta. Questa delega deve essere formalizzata da un’ordinanza municipale.

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Il delegato acquisisce quindi la totalità delle prerogative dell’ufficiale di stato civile per la cerimonia in questione, compresa l’obbligo di leggere gli articoli imposti dall’articolo 75. Non si tratta di una semplice autorizzazione a “presiedere il tavolo”: il delegato assume la responsabilità giuridica del comune allo stesso modo del sindaco.

Osserviamo regolarmente una confusione tra la delegazione di funzione di stato civile e la delegazione di firma amministrativa. Un consigliere comunale delegato a firmare atti di stato civile ordinari (nascite, decessi) non può automaticamente celebrare un matrimonio. La delega deve mirare esplicitamente alla celebrazione dei matrimoni. In mancanza, la cerimonia è affetta da un vizio di competenza, il che può giustificare un’azione di nullità.

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Riguardo alla lettura dell’articolo del codice civile durante il matrimonio, il quadro è rigoroso: nessun funzionario territoriale, nessun agente di accoglienza del comune, nessun eletto di un’altra collettività può sostituirsi all’ufficiale di stato civile territorialmente competente.

Una donna legge l'articolo del codice civile durante una cerimonia di matrimonio civile alla presenza degli invitati

Articoli del codice civile letti obbligatoriamente: portata giuridica di ogni testo

L’articolo 75 impone la lettura di cinque testi distinti, ognuno dei quali svolge una funzione precisa nel raccoglimento del consenso informato dei futuri sposi.

  • Articolo 212: obblighi reciproci di rispetto, fedeltà, aiuto e assistenza. Questo testo costituisce la base dei doveri reciproci tra coniugi.
  • Articolo 213: direzione congiunta della famiglia, partecipazione all’educazione dei figli e preparazione del loro futuro. Questo testo è stato reso obbligatorio per la lettura dalla legge del 4 marzo 2002 relativa all’autorità parentale.
  • Articolo 214 (primo comma): contributo alle spese del matrimonio in proporzione alle rispettive capacità di ciascuno.
  • Articolo 215 (primo comma): scelta comune della residenza familiare e divieto per un coniuge di disporne da solo.
  • Articolo 371-1: definizione dell’autorità parentale come insieme di diritti e doveri finalizzati all’interesse del bambino. Anche in questo caso, la lettura di questo articolo rientra nel dispositivo derivante dalla legge del 4 marzo 2002.

Essendo l’articolo 75 di ordine pubblico, l’ufficiale non può decidere di omettere un testo con la motivazione che la coppia non prevede di avere figli o che ritiene la lettura superflua. Nessuna valutazione di opportunità è consentita.

Riformulazione o lettura letterale degli articoli del codice civile

Un punto che le guide per il grande pubblico non affrontano quasi mai: l’ufficiale non è tenuto a leggere ogni articolo parola per parola. La giurisprudenza e la prassi amministrativa ammettono una riformulazione, a condizione che il contenuto integrale di ogni obbligo sia effettivamente trasmesso ai futuri sposi.

Tuttavia, raccomandiamo agli ufficiali principianti di attenersi alla lettura letterale. La riformulazione espone a un rischio di omissione parziale, e un coniuge potrebbe teoricamente invocare un difetto di informazione per contestare la validità del consenso. Il rischio è basso in pratica, ma esiste.

Testimoni, familiari e celebrante laico: ciò che la legge vieta

I testimoni di matrimonio hanno un ruolo precisamente definito dal codice civile: attestano la realtà della cerimonia e firmano l’atto di matrimonio. Non hanno alcuna competenza per leggere gli articoli del codice civile né per raccogliere il consenso degli sposi.

La confusione deriva spesso dalla cerimonia laica, sempre più diffusa, in cui un familiare può leggere testi personali, poesie o estratti scelti. Questa cerimonia non ha alcun valore giuridico. Si svolge generalmente dopo il passaggio in comune e non sostituisce in alcun modo la celebrazione civile.

Anche quando un invitato legge un estratto del codice civile a titolo simbolico durante una cerimonia laica, questa lettura non produce alcun effetto giuridico. Solo la lettura effettuata dall’ufficiale di stato civile nell’ambito della cerimonia civile soddisfa i requisiti dell’articolo 75.

Presenza di un interprete durante la lettura obbligatoria

Quando uno dei futuri sposi non comprende il francese, la presenza di un interprete diventa un obbligo distinto. L’interprete traduce la lettura degli articoli del codice civile e le domande relative al consenso. Non è lui a “leggere” gli articoli: restituisce in un’altra lingua ciò che l’ufficiale pronuncia in francese.

L’interprete deve essere maggiorenne, senza legami di parentela troppo stretti con gli sposi, e la sua identità è menzionata nell’atto di matrimonio. L’assenza di interprete quando richiesta vizia il consenso, poiché il coniuge non ha potuto comprendere gli obblighi ai quali si impegna.

Ufficiale di stato civile che legge l'articolo del codice civile durante una cerimonia di matrimonio in una sala comunale

Proposta di legge sull’alleggerimento della lettura durante il matrimonio civile

Una proposta di legge senatoriale presentata nell’aprile 2018 mirava ad alleggerire l’obbligo di lettura degli articoli del codice civile durante le celebrazioni di matrimonio. Il testo, sostenuto dalla senatrice Jocelyne Guidez e da diverse decine di co-firmatari, partiva dalla constatazione che la lettura integrale di cinque articoli allunga la cerimonia e può apparire inadeguata a determinate situazioni familiari.

Questa proposta non ha avuto successo. L’articolo 75 rimane invariato e la lettura di tutti i testi rimane obbligatoria. Il dibattito illustra tuttavia una tensione tra il formalismo repubblicano e le aspettative delle coppie, che spesso desiderano una cerimonia più personalizzata.

La lettura degli articoli del codice civile da parte dell’ufficiale di stato civile rimane l’unica lettura che produce un effetto giuridico durante un matrimonio. Né il testimone, né il familiare, né il celebrante laico possono sostituirsi ad essa. Qualsiasi personalizzazione della cerimonia passa attraverso i testi liberi, letti in aggiunta, mai in sostituzione.

Chi può leggere l’articolo del codice civile durante la cerimonia di matrimonio?